La prima cosa che abbiamo fatto dopo aver saputo che il nostro progetto aveva vinto il bando Digital News Initiative di Google è stata contattare alcuni tra i reporter freelance con cui avevamo collaborato: Stefano che vive tra Russia e Germania, Mauro a Beirut, in Libano, Lorenzo in Polonia, Donatella a New York e Valentina a Washington, Pierluigi a Berlino. A loro abbiamo presentato nei dettagli l’idea e chiesto se avevano voglia di rispondere a un questionario sul funzionamento della piattaforma.
Li ringraziamo nuovamente, anche qui, perché le loro risposte, i suggerimenti ma anche i dubbi, ci sono state molto utili. Abbiamo fatto loro domande che possono sembrare minimali: “Quanto dovrebbe essere precisa la presentazione di un progetto di reportage da finanziare in crowdfunding” o “Saresti disposto a discutere con un lettore del lavoro fatto o ad aggiornarlo sui progressi di un’inchiesta”.  O ancora: “È funzionale che tutti i reporter ricevano le proposte dei freelance che lavorano nella stessa area o sullo stesso tema?” E i loro contributi ci hanno aiutato a capire concretamente le cose che potevano funzionare e quelle che no.
Grazie a questo primo piccolo test, abbiamo messo a punto un modello di crowdfunding  ritagliato sulle esigenze dei reporter, aggiunto alcune funzionalità alla piattaforma, come i progetti radiofonici, e pensato anche a nuovi servizi  (qui sotto potete leggere alcune delle risposte che abbiamo ottenuto, ancora la primavera scorsa).

Quanto devono essere dettagliate le proposte da mettere in crowdfunding?

Credo che debba essere valutato caso per caso. Non ho capito bene se il reportage, finanziato dai lettori, sarà poi pubblicato solo sulla piattaforma FreeJourn. In ogni caso credo che questa sezione dovrebbe essere lasciata libera. Perché ci sono reportage che possono essere preparati dettagliatamente a casa (in questo caso è giusto dare tutto le info) e altri assolutamente no. Ad esempio, io due anni fa feci un viaggio ad Atlanta per seguire due storie. La prima riguardava l’entrata in vigore di una legge che permetteva di portare le armi a vista praticamente ovunque; la seconda riguardava lo stato dei neri nel sud. Nel primo caso, avevo tutte le interviste fissate (esponenti politici e di organizzazioni pro gun, e persone comuni che amavano girare con la pistola). Sapevo bene come avrei impostato il mio pezzo: raccontare ai miei lettori italiani perché queste persone sentono la necessità di girare armati.
La seconda storia, era più incerta. Avevo anche in questo caso interviste fissate, ma il mio pezzo sarebbe dipeso da quello che avrei visto una volta arrivata ad Atlanta. Sarebbero state fondamentali le parole delle persone che avrei incontrato al bar, per strada, nelle scuole ecc. In questo caso, avevo meno dettagli da offrire prima di partire, perché non conoscevo con certezza quello che avrei raccolto.

 

Cosa pensi della possibilità che siano gli stessi lettori a chiedere di realizzare un progetto giornalistico (ovviamente impegnandosi a finanziarlo almeno in parte)? Se sì, credi che possano fare richieste generali o dettagliate?
Ripeto, un giornalista è un professionista. In generale, quindi ha più strumenti di un lettore per capire come fare un reportage. Non parlerei di paletti, ma di proposte che devono portare ad aprire una discussione tra lettore e giornalista. Se un lettore mi chiede di intervistare Obama la prossima settimana, io gli dirò che non funziona proprio cosi. Spesso chi legge, non ha idea del tempo impiegato per fare quel reportage e neanche delle difficoltà. Allo stesso tempo, per un giornalista è meraviglioso che un gruppo di lettori esprima il desiderio di conoscere meglio un tema, una storia.

 

Ci piacerebbe allargare il lavoro fatto con i nostri amici ai freelance che ci leggono ma non conosciamo ancora. Siamo dell’idea che FreeJourn possa essere un laboratorio e come tale rimarrà aperto ai contributi di chi lo renderà vivo. Per questo pubblichiamo qui di seguito il questionario da cui siamo partiti.
Si tratta di uno spunto. A noi è servito per chiarire alcune cose e avere un feedback sulle nostre prime idee. Se volete potete inviarci le risposte alle domande che vi interessano di più oppure altre idee o semplicemente inviarci la vostra adesione al progetto e preiscrivervi. La mail, come al solito, è team@freejourn.com

 

Il questionario a cui abbiamo chiesto di rispondere: 

 

Proposte di crowdfunding

Vorremo che FreeJourn fosse garante di un patto tra i freelance che propongono le loro inchieste e i lettori che le finanziano. Per questo ci chiediamo se dare dei criteri specifici da seguire per lanciare le proposte di crowdfunding.

Per esempio, un free lance potrebbe chiedere solo “finanziatemi un viaggio in Grecia al seguito dei migranti” senza specificare che tipo di articolo ne verrà fuori.

Oppure potrebbe esserci un giornalista che parte già con un progetto preciso: “Un reportage sulla transizione della Birmania alla democrazia, interviste a militari, partito di governo, diplomatici. Etc.”

Secondo te quanto dovrebbero essere dettagliate le proposte?

 

Rapporto coi lettori

Saresti disponibile se i lettori ti chiedessero di:

  • poterti scriverti e farti domande dirette su un certo tema (dopo che hai pubblicato un pezzo/inchiesta)
  • avere aggiornamenti durante la realizzazione dell’inchiesta
  • Fare una videochat con quelli che ti hanno finanziato più di tot. euro
  • rispondere a domande dei lettori
  • Ti faresti pagare se qualcuno volesse spiegazioni complesse – tipo: “spiegami Solidarnosc, “spiegami le difficoltà del sistema elettorale americano”, “spiegami perché sciiti e sunniti si odiano” – considerando che tu puoi fare la tariffa ma che non sai quanto la gente è disposta a spendere?

Cosa pensi dell’ipotesi che i lettori sulla piattaforma assegnino un rating ai reportage e alle inchieste prodotte dai freelance?

 

Lavoro in rete

Credi che sia fondamentale che Free Journ offra la possibilità di proporre inchieste a più mani?

Credi che sia importante che Free Journ ti permetta di conoscere gli altri free lance nella tua stessa area?

Ti sembrerebbe funzionale se Free Journ ti desse la possibilità di ricevere tutte le proposte di crowdfunding degli altri freelance relative alla tua area o alla tua tematica per permetterti di chiedere loro di partecipare (e viceversa)?

Ti sembrerebbe funzionale poter parlare via chat o via messaggio con gli altri freelance come strumento per avviare una possibile collaborazione?

 

Zone calde

Abbiamo pensato alla possibilità di garantire l’anonimato ai freelance che si trovano in zone calde, sospendendo il loro profilo temporaneamente ma garantendo comunque la possibilità di lanciare un crowdfunding. Cosa ne pensi?

Vista la tua esperienza hai altri suggerimenti?

Hai problematiche che spesso incontri nel tuo lavoro sul campo che vuoi segnalare ?

 

Richieste dei lettori

Cosa pensi della possibilità che siano gli stessi lettori a chiedere di realizzare un progetto giornalistico (ovviamente impegnandosi a finanziarlo almeno in parte)?

Se sì, credi che possano fare richieste generali o dettagliate?

Se sì, credi che le richieste dei lettori debbano specificare la tipologia di prodotto giornalistico (scrittura, video etc). e/o il genere (reportage, intervista o altro)?

Si potrebbero avere richieste molto generiche – un’inchiesta sull’acqua pubblica in Europa’ o molto specifiche – ‘un’inchiesta sull’inquinamento dell’acqua a Venezia a causa delle grandi navi con paragoni con l’estero’. Credi debbano essere messi dei paletti, delle linee guida, sul livello di dettaglio delle proposte?